La via del bodhisattva: non dimorare, non aggrapparsi
Quando non consideri il corpo come te stesso e non fai della mente qualcosa da afferrare e a cui aggrapparti, giungi a vedere rettamente la vera natura del corpo e della mente. Questo non significa eliminare corpo e mente né voltare loro le spalle. Significa lasciare andare l'attaccamento che li stringe come «io». Quando quella presa si scioglie, si apre la via per guardare rettamente il corpo e la mente.
Con questa saggezza prajna, un bodhisattva è libero dalle nozioni fisse di sé, di persona, di essere senziente e di durata della vita. Poiché il bodhisattva non si aggrappa alle nozioni su sé e altri, su esseri e vita, la realizzazione non è scossa da qualunque circostanza si presenti. La fermezza simile al diamante non sta nel custodire saldamente una nozione, ma in una saggezza che non è legata alle nozioni.
Eppure anche il pensiero «mi libererò delle nozioni» può diventare un luogo in cui dimorare. Hai bisogno di lasciare andare perfino il pensiero di esserti liberato dalle nozioni. Quando non ti aggrappi a una realizzazione da ottenere e non erigi qualcosa da scartare, appare la saggezza del non dimorare e del non-pensiero, in cui non c'è nulla da prendere e nulla da gettare. Questo è non aggrapparsi nemmeno al liberarsi dalle nozioni.
La via del bodhisattva è essere libero dalla forma senza negare la forma. Resti nel mondo senza restarne impigliato, e aiuti gli esseri senzienti senza erigere la nozione di essere tu colui che aiuta. Lasci l'attaccamento senza lasciare la vita e, mentre aiuti gli altri, non ti aggrappi a quell'opera come a un tuo merito. Questa è la via del bodhisattva.
Guarda il corpo e la mente, e nota a che cosa ti stai aggrappando come «io». Osserva se stai facendo dei pensieri e dei sentimenti che sorgono degli oggetti di attaccamento.
Se noti un attaccamento, non dimorare nemmeno nel pensiero che devi eliminarlo. Senza aggrapparti al pensiero di aver lasciato andare, fai ciò che hai davanti da fare adesso.
Quando aiuti qualcuno, dona tutta la tua cura all'aiuto e pratica il non erigere la nozione «ho aiutato io».
Quando non consideri il corpo come te stesso e non ti aggrappi alla mente, giungi a vedere rettamente la vera natura del corpo e della mente. Con la saggezza prajna, un bodhisattva è libero da ogni nozione fissa e non è scosso dalle circostanze.
Quando lasci andare il pensiero di eliminare le nozioni, e perfino il pensiero di esserti liberato da esse, appare una saggezza in cui non c'è nulla da prendere e nulla da gettare. La via del bodhisattva è essere libero dalla forma senza negare la forma, vivere nel mondo senza restarne impigliato e aiutare gli esseri senzienti senza erigere la nozione di aiutare.
- Stringevi forte questa ciotola, credendo che fosse te.
- Più la stringevi, più le onde si agitavano.
- Non hai gettato via la ciotola. Hai solo allentato la presa.
- Lasci andare perfino il pensiero di aver lasciato andare.
- Aiuta, ma non costruire il pensiero: «Ho aiutato io».